Gli allevatori dovranno abituarsi a questa volatilità del mercato, con gli acconti regolati in base a questa variabilità. Ovvio che il Consorzio continuerà a far di tutto per difendere e valorizzare il reddito ed il lavoro dei propri soci, pur nelle difficoltà di questo momento”. E’ stato chiaro e diretto il Presidente di Agri Piacenza Latte Marco Lucchini nella sua relazione svolta nell’ambito dell’assemblea di bilancio che si è svolta recentemente presso la sala “G.Bertonazzi” al Palazzo dell’Agricoltura.

Un bilancio 2015 votato all’unanimità e che si è chiuso con un fatturato di circa 60 milioni di Euro per un milione e mezzo di quintali di latte compravenduto. Cifre che sono state illustrate dal direttore Roberto Arata. Lucchini ha svolto un’esaustiva panoramica dell’attuale situazione sottolineando le difficoltà e le incongruenze derivanti dalla fine del regime delle quote dopo 25 anni che ha determinato un aumento importante della produzione europea ed una conseguenze eccedenza di offerta sui mercati. “Non a caso nei mesi scorsi sono pervenute al Consorzio -ha precisato Lucchini- richieste di adesione da parte di produttori che avevano difficoltà a collocare il prodotto ma il Consiglio ha deciso di soprassedere mantenendo la libertà produttiva ai propri consorziati.

A fronte di una liberalizzazione del mercato- ha detto ancora il presidente- si è invece assistito ad un contingentamento delle quote produttive del formaggio grana padano da parte del Consorzio di tutela, con aumenti della differenziata. E’ stato quindi necessario spostare il latte verso altre destinazioni, con conseguente crollo del prezzo del latte spot, sotto i 20 cent. al litro. Ma per fortuna- ha soggiunto il Presidente- in questo momento si sta verificando un leggero miglioramento, che dovrebbe consolidarsi, per cui il Consorzio sta valutando un riposizionamento del latte di nuovo verso le vendite dirette, più che la trasformazione nel nostro caseificio di Cortemaggiore”.

Lucchini ha invitato gli allevatori a monitorare costantemente i valori delle aflatossine ed ha precisato che in questo momento “Il bianco d’Italia”, il formaggio prodotto con il latte dei soci, su orientamento del Consiglio, ha imboccato la strada dell’export. I primi riscontri sono favorevoli e le prospettive appaiono lusinghiere.

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