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Agripiacenza latte: «Appartenere al consorzio è una scelta di stabilità»

“Il 2012 è stato un anno francamente problematico per il collocamento del latte, ma i problemi sono stati ancora una volta superati grazie ad una forma consortile che è organismo attivo e non passivo (come altre organizzazioni) del mercato; per questo appartenere al Consorzio significa una scelta di stabilità che favorisce lo sviluppo di un’azienda agricola in un sistema complesso e complicato, in un mercato attuale caratterizzato da richiesta, ma non corrispettivo prezzo, anche se gli indicatori propendono per una crescita, seppur lenta e costante. Se poi fosse impetuosa, noi abbiamo gli strumenti per fronteggiarla adeguatamente”.

Così il presidente Marco Lucchini all’assemblea di bilancio dei soci di Agri Piacenza latte descrive l’attuale situazione del comparto, per un Consorzio che ha sempre saputo, negli anni, remunerare i propri soci con prezzi tra i più elevati d’Italia, sovente punto di riferimento anche per i non soci.

“Ma ogni contratto è una lotta - ha spiegato Lucchini (con lui il direttore Roberto Arata) ed i prezzi che prima venivano stabiliti annualmente, poi ogni semestre, quindi a trimestre, oggi sono indicizzati mensilmente e questo complica non poco seguire tempestivamente tutte le trattative, un lavoro improbo e faticoso sempre espletato con responsabilità dal direttore Arata. Il mercato crescerà: sicuramente i bravi produttori saranno incentivati, ma occorre sempre procedere con cautela nelle scelte ed Agri Piacenza è in grado di fornire sempre risposte tempestive, visto che la gestione del compravenduto è passata da 600.000 a oltre il doppio.

Il caseificio è di proprietà dei consorziati che ci credono; può lavorare il doppio, circa 600 q. al giorno ed ogni investimento futuro sarà assolutamente mirato”. Infine commentando l’art. 62 Lucchini ha ribadito che si tratta “dell’ennesima legge inutile, perché per il latte il tempo di pagamento è sempre stata una componente non secondaria del prezzo nel contratto”.