Grana padano: il nuovo piano produttivo è nelle mani degli allevatori?
 

La posizione di Marco Lucchini – presidente di Agri Piacenza Latte
 

E’ indispensabile fare chiarezza sulle modalità di validazione del nuovo Piano Produttivo del Grana Padano i livelli di approvazione sono quattro: da parte del Consiglio di Amministrazione del Consorzio; dall’Assemblea del Consorzio; da parte dei singoli produttori di latte la cui produzione è certificata a Grana Padano; quarto,
ed ultimo, da parte del Ministero delle Politiche Agricole deputato al controllo dell’aderenza di tale Piano alle normative vigenti.


Nell’informare tutti gli aderenti del fatto che Agri Piacenza Latte, pur avendo un proprio caseificio di trasformazione, ha ritenuto di non approvare la proposta di Piano formulata dal Consorzio Grana Padano, è mio dovere precisare le ragioni che ci hanno indotti a non aderire all’iniziativa. In questi giorni è in corso la raccolta e la verifica dell’adesione al piano da parte dei produttori singoli la cui produzione è certificata a Grana Padano. Nell’assoluta libertà di espressione dell’opinione degli stessi, riteniamo comunque opportuno fare alcune precisazioni.

 

La prima, è che la quantità di latte certificato disponibile nel comprensorio è di gran lunga superiore alle soglie massime di produzione fissate nel Piano 2019/2021 per l’applicazione della c.d. “contribuzione differenziata”. Ne consegue che i trasformatori acquirenti, che si trovano ad operare in un mercato in cui l’offerta di materia prima è superiore alla domanda, sono in posizione di grande vantaggio rispetto ai produttori.


La seconda, è che tutti coloro che stanno sviluppando le proprie aziende possono trovarsi nel proseguo dell’annata di fronte a limitazioni imposte dal Caseificio a cui conferiscono, proprio per i limiti dettati dal piano produttivo. Gli eventuali eccessi produttivi rispetto alle assegnazioni, non potendo essere destinati a prodotti concorrenziali, rischiano di essere penalizzati fortemente nel prezzo. E’ dovere quindi di ogni allevatore riflettere attentamente su questa considerazione perché potrebbe incidere pesantemente sul prezzo medio
percepito in corso di annata, prima di avallare il piano produttivo proposto.


Specificatamente, i soci di strutture cooperative e associazioni di produttori che non sono d’accordo con la proposta di programmazione possono chiedere al loro presidente di non essere inclusi nell’elenco dei soci, verificando che il loro nominativo non venga trasmesso al Consorzio di Tutela quali sottoscrittori del piano, così da non essere annoverati nel quorum dei 2/3 di produttori necessari affinché il Piano possa effettivamente ritenersi approvato anche dagli allevatori.


Da ultimo richiamo l’attenzione di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento di approvazione del Piano 2019-2021, perché verifichino con la massima diligenza che la raccolta delle adesioni degli allevatori venga eseguita garantendo la libera determinazione degli allevatori e nel rispetto delle applicabili disposizioni di Legge, che prevedono la puntuale e specifica identificazione di coloro i quali abbiano manifestato il loro assenso alla proposta di Piano.


Marco Lucchini


Presidente Agri Piacenza Latte

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